lunedì 30 luglio 2007

Ladri negli uffici comunali!


Questa volta i ladri sono venuti da fuori! Apprendiamo dal portale Capuaonline che nella notte tra venerdì 27 e sabato 28 luglio alcune persone non identificate si sono introdotte negli uffici del Comune di Capua, agevolati sicuramente dal fatto che in questo periodo intorno al municipio è montata un' impalcatura dotata di un sofisticatissimo impianto anti intrusione, che purtroppo quella notte sembra non aver funzionato a dovere, strano vero?

Nell'intervista rilasciata in esclusiva al portale internet (non si capisce infatti come mai nessun organo di stampa locale non abbia riportato la notizia) il sindaco ha chiaramente collegato l'accaduto con l'imminente svolgimento del concorso per 6 posti di vigili urbani (poi magicamente diventati 20 quasi quanto i 21 che hanno passato le prime selezioni) sottolineando che i ladri erano andati lì alla ricerca di alcuni plichi, ma per loro sfortuna non sono stati trovati. Scusi signor sindaco di Capua ma come fa a fare un collegamento simile se gli inquirenti, non si sono ancora pronunciati? E poi di quali plichi sta parlando? Alludeva forse alle schede per il concorso dei vigili o cosa? E come mai, pur avendo messo a soqquadro tutti gli uffici comunali i "plichi" non sono stati trovati? Non vorremmo che qualcuno li avesse portati a sua insaputa fuori dal comune per farci qualcosa di poco lecito! Procedendo con l'intervista per rassicurare i partecipanti al concorso, Antropoli afferma: "...se qualcuno ha aspettative che in passato gli sono state date ed attualmente non possono essere garantite , è perchè questa amministrazione garantisce solo la legalità..." Eeh?? Cosa vuole dire? Che a qualcuno potrebbero essere state fatte delle promesse sui posti di lavoro, promesse che adesso non è più possibile mantenere? E chi le avrebbe fatte queste promesse e soprattutto a chi?
Di seguito l'intervista audio che è stata pubblicata per un paio di giorni dal portale Capuaonline e poi è misteriosamente scomparsa...
La censura è il termometro della verità!

martedì 24 luglio 2007

Il Comitato Pro Palasciano


L’ospedale Ferdinando Palasciano di Capua rappresenta una chiara vicenda di “demolizione politico-affaristica” di una struttura sanitaria pubblica. Vi ricordate che negli anni ottanta fu avviata la realizzazione del nuovo ospedale Palasciano? Ma sì, l'edificio ( o il suo scheletro) sorse su un terreno sito nelle immediate vicinanze della Statale Appia e non fu mai ultimato, poi dopo più di vent'anni il rudere fu trasformato in una meravigliosa struttura sanitaria privata, l'attuale Villa Fiorita! Ma scusate,..ci siamo persi qualcosa? Com'è stato possibile? Caso fortuito o magia imprenditorial-politica?

Ripercorriamo brevemente la storia e le alterne vicende del Palasciano. Era il 1997 allorché il direttore generale dall’Asl Ce2, dott. Franco Rotelli (nominato nel 1996 dal governatore Antonio Rastrelli per riorganizzare l'azienda sanitaria aversana), dispose uno studio di fattibilità nell'area denominata Campo di Accoglienza Profughi Stranieri di Capua per la realizzazione di una nuova e più efficiente struttura ospedaliera (Dipartimento di Emergenza e Accettazione di II livello o DEA di II livello). Lo studio si concluse con esito positivo, ma stranamente dopo alcuni anni per l'ospedale Palasciano iniziò un lento e progressivo declino.

Nel gennaio ‘99 un "ribaltone" sconvolse l'assetto politico-amministrativo regionale. Alla giunta Rastrelli di centrodestra subentrò quella Losco di centrosinistra e l'anno successivo, le elezioni regionali aprirono l’era bassoliniana. Fu proprio durante la prima legislatura bassoliniana (2000-2005) che un noto politico capuano fu nominato componente della "Quinta Commissione Sanità", il promotore finanziario Rag. Adolfo Villani.

Il ridimensionamento progressivo del nosocomio capuano non era nelle previsioni del Direttore Rotelli, almeno non prima della realizzazione del primo lotto del DEA, fu la politica sanitaria bassoliniana a determinare quel risultato. In quegli anni la Regione Campania dovette fare i conti con un annoso e crescente debito pubblico sanitario che “costrinse” i bassoliniani ad avviare un processo di “razionalizzazione” delle strutture sanitarie pubbliche. Il debito pubblico della sanità campana è dovuto in maggior parte alle enormi spese sostenute causa i rimborsi dovuti alle strutture private per le prestazioni sanitarie erogate in convenzione e per i rimborsi alle farmacie dei farmaci prescrivibili, chissà perchè i debiti sono sempre pubblici ma i profitti sopratutto in ambito sanitario sempre mooolto privati. Ma per il Palasciano fu una razionalizzazione oppure uno smantellamento? L'Asl Ce2, durante la direzione Rotelli (1996-2004), da un lato condusse una ristrutturazione degli obsoleti reparti del Palasciano (rifacimento Pronto Soccorso, Chirurgia, Pediatria, Maternità, Urologia, Otorinolaringoiatria), dall'altra non fece nulla per potenziare un organico sempre più carente. Eravamo infatti in piena “era bassoliniana” allorché venne effettuata la ristrutturazione del Pronto Soccorso e delle Sale operatorie (2000-2005). Venne persino costruito un ascensore interno che dal Pronto Soccorso conduceva direttamente nelle due Sale operatorie per la chirurgia d’urgenza, tuttavia iniziò una lenta ed inesorabile fuga di medici dalla struttura capuana, anche il personale infermieristico col passare degli anni divenne carente. Dopo l’approvazione della “Legge Biagi” (L. 30 del 2003) iniziò l’era del precariato e pure le assunzioni del personale sanitario divennero a tempo determinato, l’Asl Ce2 assunse infatti personale medico e paramedico con contratti a termine. Nel 2004, la carenza di medici ed infermieri nell’ospedale Palasciano era talmente grave che alcuni servizi sanitari non poterono essere più assicurati. Ma allora perché furono riattate le sale operatorie quando stando ai fatti le si voleva chiudere? Forse c'era qualche costruttore amico di politici che aveva bisogno di lavorare? Avrebbero mai potuto funzionare dei reparti con personale medico e paramedico insufficiente? Era possibile che l'Amministrazione regionale e la direzione dell’Asl Ce2 non si fossero accorte di quanto stava accadendo? Perché quei reparti non erano più in grado di garantire alcuni servizi sanitari? E perché l'Asl Ce2, che aveva finanziato la ristrutturazione dei reparti, indebitando i campani oltremodo, non aveva assunto personale medico e paramedico a tempo indeterminato se l'intento non era quello di chiudere? Qualcuno potrebbe arrivare a immaginare che si sia trattata di una fine strategia per far credere ai cittadini che l'ammalato stava morendo di morte naturale e nonostante fossero state praticate le migliori cure, ormai non c'era più nulla da fare. Solo per notizia, in questo periodo Villani era ancora in commissione sanità, Paolo Romano era consigliere regionale, Carmine Antropoli era consigliere provinciale e a Capua governava Alessandro Pasca, che in 5 anni di mandato con quattro assessori di Forza Italia su sei totali, non è stato in grado di far acquisire in proprietà al Comune l’area dell’ex C.A.P.S. (Campo Accoglienza Profughi Stranieri) per poi metterla a disposizione all’Asl Ce2, come previsto nel progetto del 1997 sulla realizzazione del Dea, cosa che fu fatta successivamente solo dal commissario Provolo.

Che la "morte-chiusura" era ormai inevitabile era chiaro, la prova si ebbe nel 2004 allorché il direttore generale Rotelli decise di abbandonare la nave che stava colando a picco, presentando le sue dimissioni. Ristrutturare un ospedale per poi chiuderlo per carenza di personale era un comportamento illogico ed insensato e il Rotelli, illustre psichiatra non ci teneva proprio a fare la figura del pazzo! La nomina del nuovo direttore generale, consentì di concludere l’operazione di razionalizzazione, la dott.ssa Angela Ruggiero fu nominata col preciso scopo di “razionalizzare-accorpare” le strutture sanitarie pubbliche dell’Asl Ce2. La sua presenza a Capua per l’inaugurazione dei reparti ristrutturati di Urologia ed Otorinolaringoiatria (Natale 2004) fu emblematica. Negli anni successivi (2005-2007) la “razionalizzatrice” non inaugurò più reparti del Palasciano ma iniziò a chiuderli.

Vediamo come operò la Direttrice durante il suo mandato (è ancora in carica). Sin dal luglio 2004 l’ospedale capuano ridusse l’attività chirurgica, i posti letto ed i servizi ambulatoriali. I “responsabili” dichiararono che questo stato di cose derivava da un’atavica carenza di personale ed attrezzature e che, visti gli “orientamenti aziendali”, non c’era possibilità di rimediare. Fu un trattamento riservato solo a Capua, giacché in quei mesi nella vicina Santa Maria C.V. (ospedale G.Melorio) furono insediati servizi nuovi ed altamente specializzati (UTIC, TAC) e fu avviata la ristrutturazione di alcuni reparti (Patologia Clinica, Farmacia, ecc.).

Quando la giunta regionale di centrodestra nel 1997 pensò di realizzare il nuovo ospedale specialistico nel territorio comunale della nostra città non trovò grandi ostacoli, poiché sia Capua che Santa Maria C.V. erano rette dal centrosinistra. Con la caduta della giunta capuana di centrosinistra mutò però lo scenario (1999). Dopo le elezioni comunali del 2001, infatti, la situazione si trasformò radicalmente: a Capua vinse il centrodestra, mentre a Santa Maria C.V. il centrosinistra continuava a governare (rivinse le elezioni comunali nel 2002). E' probabile che proprio in questi anni (2000-2003) che si decise di smantellare il Palasciano a favore del Melorio, ovviamente il Dea di II livello sarebbe stato costruito a Capua e così sarebbero andate le cose se di lì a poco non fosse mutato lo scenario. Un altro fatto rilevante nel panorama imprenditoriale-politico, si verificò il 23 aprile 2005 allorché, dopo la sconfitta alle elezioni regionali, la Casa delle Libertà attuò un rimpasto governativo e nominò ministro della sanità Francesco Storace e suo sottosegretario un noto politico casertano, Domenico Zinzi detto Mimì, marcianisano D.O.C., marito della bresciana Giovanna Bellandi che insieme al figlio è una dei principali azionisti di Villa Fiorita S.p.A. (elenco azionisti al 2006) leggete l'inchiesta di Rita Pennarola.

Sia le elezioni regionali che quelle provinciali furono vinte dal centrosinistra, rispettivamente con Bassolino (Ds) e De Franciscis (Udeur); ma il politico capuano dagli occhi azzurri stavolta fu punito dall'elettorato e non ce la fece, pertanto fu "promosso" Vice presidente della Provincia, è chiaro no?
Quindi ricapitolando lo scenario politico successivo alle elezioni provinciali e regionali del 2005: Il Presidente del Consiglio era ancora Silvio Berlusconi di Forza Italia (si dimetterà alla scadenza del mandato nel marzo 2006); dopo il rimpasto del 23 aprile 2006, Francesco Storace (An) fu nominato ministro della salute e Zinzi suo sottosegretario (nel 2006 sarà eletto anche deputato). Antonio Bassolino, come abbiamo già detto, fu rieletto governatore della Regione Campania e nominò assessore alla sanità regionale Angelo Montemarano (Margherita). Sandro De Franciscis (Udeur) divenne presidente della Provincia di Caserta e designò l'ex onorevole capuano di centrosinistra, trombato alle regionali, Adolfo Villani suo vice. L’altro onorevole capuano Paolo Romano, ce la fece a confermarsi consigliere regionale, come pure Carmine Antropoli, che si confermò consigliere provinciale. A Santa Maria Capua Vetere governava ancora il centrosinistra. La Ruggiero era direttore generale dell'Asl Ce2. Francesco Provolo era commissario prefettizio di Capua.

Il nuovo scenario politico-amministrativo fece saltare gli equilibri e alcune situazioni mutarono. Oramai l'ospedale Palasciano era in piena fase di ridimensionamento. Nel 2006 le Sale operatorie furono chiuse per mancanza di personale ed i reparti di Chirurgia, Pediatria e Maternità furono trasferiti ed accorpati al Melorio. Capua politicamente era molto debole e Villani perse anche la guida provinciale del partito. Le consultazioni tra il neo-presidente della Provincia e i partiti dell’Unione per la formazione della nuova giunta erano febbrili. Il DEA si sarebbe potuto costruire anche a Santa Maria Capua Vetere; quale era il problema? Per Santa Maria C.V. sarebbe stata una grande conquista, al punto che la giunta di centrosinistra arrivò ad offrire all'Asl Ce2 un terreno comunale su cui costruire il nuovo ospedale. Da Villani, Antropoli e Romano non ci fu alcun moto di opposizione! Niente, assolutamente niente di concreto.
Il commissario prefettizio invece, spinto da forti pressioni popolari, si affrettò a cambiare la destinazione d'uso dell'ex Campo Profughi in area ospedaliera ed accese un mutuo per l'acquisizione della stessa in proprietà da parte del Comune (ottobre 2005). Chissà perchè quando vedono la "mala parata" i politici locali sfuggono sempre.

Le elezioni politiche dell'aprile 2006 decretarono la vittoria di Romano Prodi e Il 28 e 29 maggio del 2006 si svolsero le elezioni comunali a Capua e vinse il centrodestra al primo turno. Nell'ottobre 2006 a Santa Maria C.V. la giunta di centrosinistra si dimise e lo scenario politico era nuovamente mutato, ma non mutò invece quello degli interessi imprenditoriali.

Nel dicembre 2006 il consiglio regionale della Campania approvò il “Piano Ospedaliero Regionale 2007-2009” che prevedeva la realizzazione di un Ospedale di II livello tra Capua e Santa Maria Capua Vetere. Nel maggio del 2007, infine, il Direttore generale dell'Asl Ce2 emanò una direttiva di accorpamento-razionalizzazione di altri reparti del Palasciano. Il Pronto Soccorso oramai era chiuso da mesi e il neo-sindaco costituiva con colpevole ritardo, il Comitato Pro Palasciano e per dargli un'aura sacrale e maggiore credibilità affidava la presidenza all'Arcivescovo Schettino. Cari concittadini, non fatevi prendedere per il c..o, il comitato Pro Palasciano è solo l'ultima trovata dei politici locali per mettere una toppa difronte ad una situazione che non ammette scusanti, visto che tra vicepresidente della provincia, consiglieri regionali e consiglieri provinciali non hanno cavato un solo ragno dal buco. Piuttosto usiamo la testa e fermiamoci a ragionare, chi ci guadagna davvero dalla chiusura del Palasciano? Secondo voi l'Ospedale Melorio che in quello stato riesce a stento a garantire i servizi minimi per il bacino di utenza che si ritrova, utenti che si fa sempre più anziani causa l'invecchiamento della popolazione e sempre più ricorrono a cure mediche? O forse sono proprio le strutture private accreditate che hanno il maggior vantaggio e con esse i loro azionisti (tra cui numerosi politici locali senza che nessuno gridi allo scandalo, giornalisti locali per primi!) a tutto danno del già colossale debito sanitario campano pari a circa 5 MILIARDI di €. Nell'ottica di uno sviluppo delle malattie oncologiche nei prossimi anni dovute ai rifiuti tossici interrati nei campi coltivati circostanti Capua e di cui finiamo per cibarci ogni giorno anche se non ve lo dicono, dove decideremo di curarci secondo voi? In un ospedale pubblico superaffollato e con i pochi mezzi a disposizione o sceglieremo una struttura privata convenzionata superpulita e con gli ultimi macchinari? Date uno sguardo a quanti interventi per tumore ha fatto nel 2005 la Villa Fiorita di Capua.
I politici che hanno venduto il nostro ospedale vanno puniti con il voto! Non votiamoli mai più!

P.S.

Volete vedere che alla fine la struttura del Palasciano finirà per essere venduta ai "soliti amici" che realizzeranno una nuova casa di cura privata usando una struttura rimessa completamente a nuovo con i fondi pubblici (i nostri soldi) e successivamente ceduta al "migliore offerente"? In questo modo otterrebbero 2 piccioni con una fava, spogliare Capua di un servizio pubblico a tutto vantaggio dei privati e non spendere neanche un centesimo per la ristrutturazione del palazzo. Ai posteri l'ardua sentenza...lasciate stare le chiacchiere che fanno i politici, guardate ai fatti per capire come stanno davvero le cose.

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mercoledì 18 luglio 2007

Fumata nera

Oramai è chiaro a tutti che non possiamo delegare nessuno per la salvaguardia dell'ambiente e della nostra salute, le amministrazioni locali chiamate direttamente in causa fanno orecchie da mercanti e non rispondono minimamente alle domande della cittadinanza che reclama informazioni più che leggittime sull'ambiente in cui viviamo. Possiamo, che dico, dobbiamo fare qualcosa in prima persona per cercare almeno di non mangiare e respirare diossina ogni giorno. Non passa un giorno che, al calare del sole, nelle campagne del comune di Capua (soprattutto zona Boscariello, Pierrel e verso Bellona) vengono dati alle fiamme cumuli di rifiuti e copertoni , spargendo un odore acre per tutta la città, molti di noi si sono già abituati alla situazione e quasi non ci fanno più caso, questo è il pericolo maggiore, l'assuefazione al degrado. Quel fumo nero che vedete è intriso di diossina e questa finisce direttamente nei nostri cibi semplicemente perchè ricade sull'insalata (Fall-Up lo chiamano gli inglesi ), sulle verdure che portiamo in tavola ogni giorno, sull'erba che mangiano le vacche e le bufale e quindi nella carne, nel latte e nei formaggi che consumiamo, con effetti devastanti (malformazioni e mutazioni) su feti sia di animali che dell'uomo, in particolare sull'uomo sono state accertate mutazioni delle labbra come dice lo stesso Dott. Gaetano Rivezzi del''Ospedale di Caserta ( per inciso sono anni che non mangio più mozzarella e pensare che ne andavo pazzo, maledetti camorristi di merda! )


Ricordate quando le ecoballe del Frascale presero fuoco? No? Qui potete rinfrescarvi un pò la memoria, quanti di voi sanno se le analisi sui terreni che rappresentano l'orto di Capua sono state fatte? E con quali risultati? Secondo voi possiamo stare tranquilli e mangiare frutta, verdura, carne e formaggio senza problemi? Perchè non chiediamo conto alla politica di queste cose e proviamo ad impegnarci individualmente cercando di limitare questi piccoli disastri ambientali quotidiani? Non è certo necessario che tutti si mettano a praticare l’appostamento notturno in campagna, in attesa del furgone che scarica i bidoni, ma certamente qualcosa in piccolo si può fare. Tanto per cominciare, come si è visto oggi il livello di guardia da parte della magistratura è molto elevato rispetto a 10 anni fa. Di conseguenza, si è anche modificata la strategia di sversamento da parte della criminalità campana. Oggi si preferisce evitare di mandare in campagna il grosso TIR con centinaia di fusti, facile da individuare e da tenere d’occhio. Si preferisce invece scaricare il TIR presso un magazzino, e traslocarne il contenuto tossico su piccoli furgoni, a volte su degli Ape, in grado di trasportare piccoli quantitativi e di fare più viaggi nell’arco di una notte. Il piccolo furgone va sul luogo dove sversare, scarica le scorie e, quando non sono metalli o inerti prodotti dall’edilizia, si aggiunge qualche copertone d’auto, si versa una tanica di benzina e si da fuoco al tutto.
Il processo di combustione di molti scarti industriali, si tratta spesso di solventi o idrocarburi, rilascia nell’atmosfera sostanze pericolosissime, come le diossine o il Pentaclorobenzene (PCB).
La pratica è talmente diffusa che tutta l’area a nord di Napoli, in particolare quella tra Giugliano, Qualiano e Villaricca, ma fino ad Aversa e con propaggini nell’agro nolano-vesuviano, viene spesso chiamata la "Terra dei Fuochi", per le innumerevoli colonne di fumo nero e denso che di notte oltraggiano il territorio. Quel che un cittadino comune può fare è, invece di voltarsi altrove, telefonare al 1515 centralino antincendio del Corpo Forestale dello Stato, e segnalare il luogo dove è stata avvistata la colonna di fumo. Oppure potete segnalare la cosa al Comando Carabinieri per la tutela dell'ambiente al numero verde 800-253608, non perdete tempo a chiamare la stazione di Capua, fate direttamente il numero nazionale, non costa nulla farlo e non solo perché la chiamata è gratuita.

In pratica, quel che il cittadino può e deve fare è proprio non stare zitto! (tratto da Alessandro Iacuelli)